Ho lanciato il mio cuore
nel ventre di un grande ruscello
ho lasciato che rabbrividisse    solo
che l'acqua coprisse con il suo scorrere infinito
singhiozzi gonfi di dolore

Ho lasciato che alti alberi lo guardassero
con occhi muti e immobili,
mutare forma e colore,
soffrire l'asprezza
di quell'umido giaciglio di sassi

Ho osservato il cercare lento delle proprie ragioni
e poi l'ho visto

avvertire la limpida carezza dell'acqua
rinfrescare il suo battito,
riconoscere un letto nell'alveo di ciottoli,
sentirsi abbracciato da sguardi sapienti
e scaldato dal sole filtrato tra i verdi rami protesi

un lungo respiro come una brezza mattutina
me lo ha riportato
e, amandolo, ho ascoltato
nelle membra il dolce
fluire della vita