A volte i pensieri si fermano nella mente: grandi idee bloccate, come una sorta di coitus interruptus della conoscenza.
Ciò che si desiderava gioiosamente condividere con il mondo, quella grandissima e limpida consapevolezza del Tutto, congelati, in quel breve e fuggevole istante, come rami equilibristi che non cadono mai, ma restano sospesi, aspettando un vento travolgente, una burrasca di trasformazione … e così, a quel neurone eletto rimane soltanto da proferire, in quel vago e inaspettato e agghiacciante silenzio : « Sarà per un’altra volta ».
Ma perché, allorché si hanno di queste grandiose illuminazioni dove si pensa di avere trattenuto, in un momento, la verità dell’universo, quando questo finisce, invece di attardarsi e cullarsi in un compiacente pensiero di elevatezza si incappa nella consapevolezza della caducità alla quale, a volte, è costretta la mente?
In fondo un attimo è di per sé un « attimo », un battito d’ali, insomma è intrinsecamente di breve durata, quindi sarebbe assurdo che durasse per sempre.
Forse l' importante è viverlo pienamente, lasciare il ricordo di uno scatto di pura chiarezza nell’album della nostra memoria e crescere, e crescere ancora, finché i contorni possano diventare sempre più nitidi e durevoli nella nostra mente.