Il desiderio




Ultimamente mi sono soffermata sul senso del verbo desiderare. 

Ho cominciato a riflettere sul suo significato, in particolare dopo avere rivisto per l'ennesima volta, un film che ritengo bellissimo e che ha come protagonista, insieme alla grandissima Kate Winslet, uno degli attori che apprezzo maggiormente, Kevin Spacey. Lascio un frammento di questo film da guardare e ascoltare




La parola desiderio proviene dal sostantivo latino desiderium che è composta dalla particella "de" che esprime distacco, allontanamento, cessazione e dal verbo "siderare" che significa contemplare le stelle (da "sidus, sideris = stella). 
Desiderare etimologicamente significa perciò "cessare di contemplare le stelle".
Il termine "desiderantes" (da "de sideribus") inoltre è presente anche nel De Bello Gallico di Giulio Cesare, dove viene utilizzato per indicare i soldati che stanno sotto le stelle ad aspettare quelli che, dopo aver combattuto durante il giorno, non sono ancora tornati.

Il desiderio quindi contiene in sé il sapore e la sensazione dell'assenza, di un vuoto.
Vivere desiderando è come vivere in uno stato di mancanza continua. 
Perciò penso che vivere oltre il desiderio libera, vivere oltre il desiderio è vivere nella gratitudine. 
Credo che la gratitudine manifesti la presenza, porti a far sorgere interiormente un sentimento di felicità per quello che si vede e si riconosce nella propria vita.
  
La gratitudine accresce lo stato di gioia  non solo per le cose visibili, ma anche per quelle invisibili.

La fiducia e la fiducia proveniente dalla fede ci dicono che possediamo e otteniamo tutto ciò di cui abbiamo veramente e profondamente bisogno per sentirci felici e vivere nella gioia. Dalla prima lettera di San Giovanni:

 "Carissimi, questa è la fiducia che abbiamo in Dio: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già quello che gli abbiamo chiesto". 

Penso che una delle chiavi della felicità sia quella di porre la nostra attenzione su questa fiducia, affinché diventi una consapevolezza che ci porti a vivere e sperimentare la pienezza.

Pensavo a come concludere questo pensiero quando il mio leggere ha incontrato un altro passo tratto dalla prima lettera di San Giovanni apostolo:

"Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore".